Nuvole informatiche si aggirano sulle nostre scuole

01/31/2012 § Lascia un commento

  edoardo chianura

No, non stiamo parlando di fenomeni atmosferici informatizzati o di nuove tribù di indiani metropolitani che si aggirano per i corridoi delle nostre scuole.Stiamo parlando di un fenomeno che indica un insieme di tecnologie, indubbiamente informatiche, che permettono, di elaborare, memorizzare e archiviare dati grazie all’utilizzo di risorse hardware/software distribuite e virtualizzate in Rete.

In pratica anziché sul computer, i software vengono installati direttamente sulla rete, in una sorta di “nuvola”, senza bisogno di disporle sulla propria postazione. Tutto quello che serve è un pc collegato a internet e un browser per navigare.

Quindi con la tecnologia cloud si potrà creare, modificare e utilizzare qualsiasi tipo di documento senza il bisogno di portarsi sempre dietro chiavette Usb, hard disk e archivi digitali. In poche parole invece di archiviare e i nostri documenti sul computer di casa, li depositeremo su Internet e potremo consultarli con diversi dispositivi. Già tutto ciò avviene, seppur in maniera parcellizzata e con diversa prospettiva, attraverso i diversi servizi che la rete ci mette a disposizione ma solo per pubblicare, rendere pubbliche le nostre foto, i nostri video, i nostri pensieri, le nostre presentazioni e molto altro ancora. In questo caso invece il tutto rimane “chiuso” o per usi personali o all’interno di un gruppo condiviso, avendo la possibilità da qualsiasi pc collegato alla rete internet e in qualsiasi momento della giornata di accedere ai miei file per utilizzarli o continuare ad elaborarli.

Un buon sistema per creare comunità che lavorano fra loro depositando tutto ciò che viene creato in un solo luogo, sempre disponibile, sempre reperibile da tutti.

In Italia, secondo la società di ricerca Idc[1] un quarto delle nostre aziende entro la fine del 2011 ha adottato soluzioni legate alla «nuvola» spaziando in campi diversi come per esempio è avvenuto per i medici dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma[2] i quali attraverso una casella postale e un database in remoto possono collegarsi in ogni momento per interagire con i colleghi, un pò come un piccolo Facebook della Sanità. Con la prospettiva futura di dotare ogni paziente di una identità clinica, cioè un profilo con tutte le informazioni sulla sua salute, a cui ogni medico potrà accedere anche da altri ospedali collegati fra loro. Ma torniamo a noi, cioè alla scuola. In che modo il cloud computing può essere uno strumento nella didattica quotidiana? Magari molti di voi stanno già utilizzando questa tecnologia senza saperlo. Difatti molti servizi della rete, compresa la casella di posta elettronica, potrebbero definirsi servizi cloud computing. La prima volta che ho avuto a che fare con questa tecnologia è stato quando, curiosando fra i servizi che Google metteva a disposizione, ho provato ad utilizzare la funzione Google Documenti. Ecco cosa recita la guida: Google Documenti è una suite di prodotti che consente di creare diversi tipi di documenti, utilizzarli in tempo reale insieme ad altre persone e archiviare i documenti e gli altri file, tutto online e tutto gratuitamente. Con una connessione Internet, puoi accedere ai tuoi documenti e file da qualsiasi computer, in qualsiasi parte del mondo (puoi perfino fare delle cose senza disporre di una connessione Internet).  Il tutto cliccando sul collegamento https://docs.google.com/

Naturalmente non è l’unico cloud computing liberamente accessibile che la rete ci offre, infatti da poco è attivo il servizio iCloud[3] che fornisce un sistema operativo virtuale dotato di interfaccia grafica stile Windows Vista e una serie di programmi di produttività e di svago oppure QubeOS[4], un cloud computing tutto italiano.

Ma cloud computing non vuol dire neppure solo software on line come Glogster[5] per creare poster virtuali, Geogebra[6] per fare geometria, Popplet[7] per costruire mappe o ancora Prezi[8] utilizzato per le presentazioni multimediali. Significa anche spazi, cioè hard disk on line, nei quali immagazzinare i nostri file, come Ubuntu One[9] e Dropbox[10].

Quindi non è impensabile immaginare un insegnante che arrivando in classe e trovando un pc, neanche poi tanto potente seppur collegato ad internet, possa proiettare o mettere a disposizione dei suoi studenti  materiale utile per la lezione.

I vantaggi immediati? Non mi devo più preoccupare di quali software siano installati su di esso; se voglio che gli studenti utilizzino i vari software a casa, non devo più costringere nessuno a decine di installazioni; basta pennette e soprattutto so che la versione del file che troverò è la più aggiornata.

Inoltre, a livello di scuola e di gruppo docente, potrebbe essere molto interessante come luogo di comunità per condividere esperienze e progettarne di nuove in maniera cooperativa. Oltre che per gli stessi ragazzi suddivisi in piccoli gruppi, in classi o gruppi interclassi sia ristretti alla scuola stessa sia allargati su più scuole (territoriali e non) che vogliano portare avanti progetti comuni.

Naturalmente non sempre tutto potrebbe filare liscio: e se la “nuvola” per caso quella mattina si eclissata? O meglio se la rete non funziona?

 


 

[1]              http://www.idcitalia.com/about/about.jsp

[3]              http://icloud.com/en/

[4]              http://www.qube-os.com/public/index.php

[5]              http://edu.glogster.com/Simili

[7]              http://popplet.com

[8]              http://prezi.com

[9]              https://one.ubuntu.com

[10]             http://www.dropbox.com

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Nuvole informatiche si aggirano sulle nostre scuole su Navigo ergo sum.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: