Wiki: una visione possibile di governo 2.0

06/02/2011 § Lascia un commento

 edoardo chianura

In questi momenti storici, in cui una parte dei paesi che si affacciano sul mediterraneo, e non solo, si mobilitano in massa per richiedere più democrazia, anche l’Europa si interroga su nuovi modi di partecipazione dei cittadini al governo dei nostri stati nazionali e oltre. È emblematico infatti che, con tutta la contentezza per il voto espresso in questi giorni nelle votazioni locali in Italia, c’è sempre più una disaffezione dei cittadini rispetto alla politica o meglio al modo di potersi esprimere ed essere considerati da questa classe politica. Un dato per tutti Napoli, dove al ballottaggio si è presentato poco più della metà della popolazione. E l’altra metà? Non ci interessa?
Ed ecco allora riprendere un discorso che avevo già affrontato tempo fa confrontando il rapporto tra internet e politica, fra ciò che accade da noi e quello che avviene per esempio negli Stati Uniti. Quindi la domanda: “Può una società in cui la tecnologia apre sempre più a nuove forme di partecipazione e collaborazione, pensare a nuove modalità per permettere ai cittadini di esprimere la propria opinione su ciò che l’amministrazione dovrebbe fare, co-progettando e co-attuando le stesse azioni di governo?

La Fondazione Zefiroha provato in questi giorni a rispondere presentando un convegno a Roma dall’appellativo “Democrazia aperta e governo wiki, nuove forme di collaborazione tra cittadini e Stato”. Durante il convegno sono state presentate da Beth Noveck (già direttrice dell’Open Government Initiative della Casa Bianca, fondatrice di Peer-to-patent e autrice di “The Wiki Government”) e Alberto Cottica (fondatore di Kublai e autore di “Wikicrazia”) esperienze che sono già state realizzate negli Stati Uniti, in Italia e altrove in Europa. Una prova del fatto che quasi tutti i governi europei, consapevoli di un bisogno di partecipazione alla “cosa” pubblica più attivo da parte dei propri cittadini, cercano oggi di percorrere nuove strade rispetto alla forma consueta di amministrazione. L’obiettivo è di provare a fare un passo avanti al plebiscitarismo che il web ha rappresentato negli ultimi anni per realizzare quello che Carmine Saviano definisce un governo “user generated”, cioè un governo realizzato dai cittadini grazie alla loro intelligenza collettiva raccordata e messa in rete attraverso il web.

L’ambizione di tutto ciò? Provare a sviluppare strumenti in grado di consentire interventi sui processi politici e amministrativi attraverso dispositivi già presenti nel web quali appunto il Wiki, da cui il termine Wikicrazia, o WikiGoverno, al fine di velocizzare e aprire a più partecipanti le procedure decisionali, attivando così processi virtuosi sulla qualità di partecipazione alla gestione dell’amministrazione pubblica. Un modo possibile, visti i risultati di alcune situazioni locali, per cercare di ridare parola ai cittadini che sempre più si sentono smarriti nei confronti di una politica fatta all’interno di logiche che spesso poco hanno a che fare con la loro vita e con i loro bisogni quotidiani.

http://politica.liquida.it/search/carmine-saviano/

http://www.cottica.net/

http://www.nyls.edu/faculty/faculty_profiles/beth_simone_noveck

 

 

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